La Mora Romagnola Stampa E-mail

Questa razza suina era un tempo conosciuta come Castagnona, Romagnola o Bolognese ed era allevata in una ristretta zona della Romagna, nelle province di Ravenna e Forlì e nell’Imolese.

 

A metà degli anni Cinquanta la consistenza della razza suina Mora Romagnola era di circa 7-8.000 esemplari, mentre nel 1997 ne restavano solo 12. Successivamente si è registrata una discreta ripresa ed attualmente la razza conta circa 200 scrofe.

La Mora ha scheletro fine e sottile, con masse muscolari non molto sviluppate. Di taglia media, ha testa piccola, con il muso lungo e sottile. Le orecchie sono di media grandezza, abbastanza strette ed allungate, portate orizzontalmente in avanti. La lunghezza del tronco supera i 120 cm; la linea dorso-lombare è convessa nell’animale giovane, ma con l’invecchiamento tende ad abbassarsi ed il profilo superiore diventa quasi rettilineo. La coscia è larga alla base e lunga; la spalla non è molto sviluppata. Le setole di colore fulvo ricoprono tutto il corpo ad eccezione dell’addome, della zona dei genitali e delle facce interne dell’avambraccio e delle cosce. Sul dorso sono particolarmente robuste ed abbondanti, all’altezza della groppa cambia l’andamento della loro direzione e generano la cosiddetta “linea sparta”, carattere distintivo della razza.
 

La pelle è pigmentata di nero o grigio scuro nelle regioni coperte da setole, nel muso e nelle orecchie, mentre è di colore roseo nell’addome e nelle zone interne dell’avambraccio e delle cosce.Nei quadrupedi, l’altezza viene misurata al garrese, il punto più alto del dorso, situato tra il collo e le scapole.