Il maceratoio Stampa E-mail

La canapa da fibra di Carmagnola

Pianta originaria dell'India, la canapa da fibra (Cannabis sativa, famiglia delle Cannabinacee) trovò nell'areale carmagnolese il suo habitat migliore, con selezione della più pregiata varietà italiana, la Canapa Gigante di Carmagnola.

 

MaceratoiSeminata in primavera, raggiungeva sviluppi fino a 5 metri in altezza ed era raccolta in agosto (piante da fibra) o in settembre (piante da seme), ponendo gli steli amacerare nei maceratoi o "sivou", grosse buche piene d'acqua disposte lungo le strade campestri.
Piramide

Dopo alcune settimane le piante venivano messe ad essiccare in fasci aperti, a forma di piramide; al termine dell'essiccazione gli steli venivano raccolti in "balot" e affidati ai cordai della frazione San Bernardo, che intrecciavano corde di ogni tipo e dimensione, in particolare gomene per navi.

Con l'avvento delle fibre sintetiche la coltura della canapa subì un rapido declino, ma a Carmagnola la coltivazione proseguì su piccole superfici per riprodurne il seme - sfidando anche leggi inique - che non riconoscevano le differenze tra canapa tessile e quella ad alto tasso di THC (il fitocannabinoide Delta-9-Tetraidrocannabinolo).
La creazione di una moderna filiera del prodotto rappresenta il principale problema da risolvere per il rilancio definitivo della canapa, che può vantare diverse utilizzazioni:

  • nell'industria tessile, con produzione di tessuti naturali di canapa, telerie, tendaggi, arredamento;
  • nell'industria cartaria, con utilizzazione della pasta di cellulosa di canapa per produzioni di pregio;
  • nell'industria edile, per produzione di pannelli con un notevole potere isolante;
  • nell'industria automobilistica, nella realizzazione di parti di carrozzeria e di pannelli interni;
  • negli imballaggi, con produzione di vassoi di cellulosa di canapa (totalmente biodegradabile, non cede elementi ai cibi) per alimentari.

TritoneNei maceratoi - dove l'acqua è presente solo temporaneamente - sono generalmente assenti i pesci, fatto che li rende particolarmente apprezzati come habitat da numerosi invertebrati acquatici e da anfibi. Oltre ai rari tritoni, qui si riproducono numerose raganelle e talvolta è stato segnalato il rarissimo pelobate.


 
 

Cenni storici

La coltivazione della canapa a Carmagnola risale almeno al 1235, come attestano gli archivi storici comunali. Prodotto di grande richiamo commerciale, sempre presente nei fiorentissimi mercati e nelle quattro fiere che dalla fine Cinquecento si tenevano ogni anno a Carmagnola, sin dall'inizio delSeicento la canapa venne utilizzata in un opificio di borgo di Viurso per farne micce e corde per gli archibugi e l'artiglieria. Fu così che la produzione della corda rese sempre più celebre la città, che dalla fine del Settecento iniziò ad esportarla anche Oltralpe. Moltissimi mastri cordai si stabilirono nelle città portuali della Provenza, come Nizza, Villefranche e soprattutto Marsiglia, dove le corde di canapa venivano ampiamente utilizzate in campo navale. Fu così che quando scoppiò la Rivoluzione Francese, molti marsigliesi portarono a Parigi una ballata divenuta famosissima: La Carmagnole.

 

La Carmagnole

StoriaComposto nel 1792, questo canto popolare irrideva Luigi XII e la consorte Maria Antonietta, gli impopolari sovrani deposti dagli insorti e giustiziati negli anni del Terrore.
Divenuta ben presto l'inno dei sanculotti, nonché una vera e propria icona della Rivoluzione Francese, La Carmagnole rivaleggiò in popolarità con il celeberrimo Ça ira, e - prima di essere proibita da Napoleone nel 1799 - venne eseguita da anche da Niccolò Paganini nel suo concerto d'esordio tenuto a Genova nel 1795.

 

 

 

Per le fasi di lavorazione delle corde e per una più ampia documentazione su questa produzione, si faccia riferimento a:
Ecomuseo della Cultura della Lavorazione della Canapa
Via Crissolo 20 - San Bernardo di Carmagnola -
10022 Carmagnola (TO).
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